...al diavolo le calorie :O)
si , c'è la prova costume, ma il m iglior modo per resistere alle tentazioni è CEDERVI.
Tadà....rullo ddi tamburi...eccola qui la proposta di oggi
Cos'è ??? Boh, ve lo diciamo alle 11.40 su Radio Punto Zero....io e Laura.
Belle in Pentola ....rubrica enogastronomica ...per tutti i gusti .
vi aspettiamo...
Terry
venerdì 1 giugno 2012
domenica 27 maggio 2012
Patate Arrosto di Jamie Oliver
Si fa presto a dire patate
arrosto! Ma nulla è scontato, e soprattutto fare patate arrosto buone è sempre
un terno al lotto: una volta sono troppo mollicce, un‘altra troppo secche,
un’altra ancora unte e bisunte, e poi c’è quella volta che sono bruciacchiate,
la volta successiva invece rimangono crude, e quella dopo ancora escono dal
forno carbonizzate, oppure c’è troppo rosmarino (di quello che ti si infilza
dritto sul palato), una volta me le affogarono nell’aglio, per non parlare
della variante bruciacchiata e ipersalata. Bene, io questa volta ho
scomodato il buon Jamie Oliver per delle patate arrosto praticamente perfette,
gustose, saporite, dorate e croccanti all’esterno, soffici e morbide all’interno.
Patate Arrosto di Jamie Oliver
dal sito Jamie Oliver - Qui il video
Ingredienti x 4/5 persone
500g patate
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Buccia di 1 mandarino (o di 1 limone)
1 cucchiaio di aceto di vino rosso
Rosmarino Tritato (Tec-Al)
Aglio in granuli (Tec-Al)
Pepe Nero (Tec-Al)
Aceto Rosso
Burro
Sale
Preparazione
4 cucchiai di olio extravergine d’oliva
Buccia di 1 mandarino (o di 1 limone)
1 cucchiaio di aceto di vino rosso
Rosmarino Tritato (Tec-Al)
Aglio in granuli (Tec-Al)
Pepe Nero (Tec-Al)
Aceto Rosso
Burro
Sale
Preparazione
Preriscaldare il forno a 200°. Pelare le patate, tagliarle a
grossi pezzi, lavarle per levare l’amido, metterle in una pentola, coprirle con
acqua fredda e portarle a ebollizione per circa 7 minuti. Scolarle e farle
raffreddare per circa 3 minuti. Ungere una teglia da forno con l’olio, disporre
le patate, ungerle d’olio, salare, pepare e mescolare il tutto. Arrostire a
200° per 30 minuti. Con uno schiacciapatate, schiacciare delicatamente ogni
pezzo di patata per aumentare la superficie (più questa sarà ampia, maggiore
sarà la croccantezza). In una ciotola mescolare dell’olio con l’aglio, il
rosmarino e uno spruzzo di aceto rosso. Irrorare le patate e completare
con le zeste della clementina e dei riccioli di burro. Continuare la cottura
per altri 30 minuti o sino a raggiungere il grado di doratura preferito.
In abbinamento: solitamente
le patate arrosto accompagnano della succulenta carne arrosto. In abbinamento senza dubbio
un buon vino rosso di buona struttura. Oggi andiamo in Toscana con un Chianti
Classico. Un vino dal colore rubino, al naso è intenso con il
caratteristico sentore di mammola unito a quello di piccoli frutti maturi a bacca
rossa. In bocca si presenta con un ritorno di frutta rossa, è armonico,
asciutto, sapido, caldo, di buona tannicità e buona persistenza aromatica.
Le ricette potete trovarle anche qui:
sul blog L'Antro dell'Alchimista
o sulla pagina di Facebook dell'Antro
o sulla nuova pagina di Facebook di Belle in Pentola
venerdì 18 maggio 2012
Polpette di Tonno
Oggi parliamo di polpette. Già s'è detto di quanto le polpette siano versatili e infatti quelle presentate oggi non sono le solite polpette di carne bensì di pesce, di tonno per la precisione.
La
ricetta odierna è fatta con il tonno sott’olio che in dispensa non manca mai e
rappresenta un alimento gradito a grandi e piccini. Ma vediamo nello specifico
quali sono le caratteristiche che determinano un buon prodotto. Innanzitutto
la specie di tonno usata determina la qualità del prodotto, che una volta aperto
deve presentarsi di colore leggermente rosato e senza macchie scure. Il trancio
deve essere compatto e assolutamente non fibroso. L’olio deve essere limpido e nel caso di
olio extravergine d’oliva il colore deve essere giallo/verde. Infine il profumo
deve essere delicato e gradevole.
Il
tonno ci fornisce un ottimo apporto di proteine nobili, è altamente digeribile
e ricchissimo di fosforo, di per sé è
povero di calorie se consumato al naturale.
Le
polpettine presentate oggi sono ottime come secondo piatto estivo magari
accompagnate da una bella insalata colorata e croccante, oppure sono un’idea
sfiziosa per un buffet o un aperitivo. Possono
essere fritte o cotte al forno per una versione gustosa ma light. Io le ho
servite con del pesto di carciofini e mandorle, ma anche accompagnate da una
delicata salsa di pomodoro e basilico sono decisamente ottime. A voi la scelta.
Polpette di
Tonno
Ingredienti x una decina di polpette
300 gr di tonno sott'olio (Mareblu)
2 patate lesse
40 g parmigiano
1 uovo
1 cucchiaino di erba cipollina
300 gr di tonno sott'olio (Mareblu)
2 patate lesse
40 g parmigiano
1 uovo
1 cucchiaino di erba cipollina
1 cucchiaino di
pesto
2 cucchiai di pangrattato + quello necessario per ripassare le polpette
Sale
Preparazione
2 cucchiai di pangrattato + quello necessario per ripassare le polpette
Sale
Preparazione
Lessare
le patate, metterle in una ciotola e schiacciarle con una forchetta, aggiungere
il tonno sgocciolato e sminuzzato e impastare per bene. Aggiungere l’uovo, il
parmigiano, il pangrattato, il pesto, l’erba cipollina e impastare. Mettere in
frigorifero per fare rassodare un po’ l’impasto. Con le mani bagnate formare
delle palline della grandezza di una noce e ripassarle nel pangrattato. In un
tegame fare scaldare un po’ d’olio, cuocere le polpette sino a doratura,
asciugarle dall'olio e servirle.
In abbinamento: andiamo in Liguria con un Pigato. Un
vitigno a bacca bianca di origini molto antiche il cui nome deriva dal termine
“pigau” che significa macchiato, questo perché gli acini maturi presentano
macchie scure. E’ un vino che va consumato giovane non oltre i 3 anni dalla
vendemmia. Di colore giallo paglierino con sfumature verdoline. Al naso è
intenso con sentori caratteristici di macchia mediterranea, si percepiscono
inoltre la frutta a polpa gialla e sentori di mandorla, miele e salvia. Al
palato è secco, ben strutturato, morbido ma nel contempo fresco. Ritorna la
frutta a polpa gialla e un piacevole finale ammandorlato.
Le ricette potete trovarle anche qui:
sul blog L'Antro dell'Alchimista
o sulla pagina di Facebook dell'Antro
o sulla nuova pagina di Facebook di Belle in Pentola
se ieri ho cenato polpette Al Sugo...
...oggi ???? Qualcosa di simile forma.
Non perchè abbiamo poca fantasia o non conosciamo altre forme culinarie , ma semplicemente perchè le si può fare in tanti modi. Queste di oggi possono essere mignon da antipasto o in formato gigante come secondo piatto :O)
Alle 11.30 , Laura ve le proporrà in modo originale, con ingredienti genuini, che fanno bene, e che colpiscono anche l'occhio.
Non vi resta che preparare carta e penna, regolare l'audio delle vostre casse e restare sintonizzati su Radio Punto Zero per il nostro appetitoso appuntamento del venerdì con "Belle in Pentola".
Ciao Golosoni
Terry
Non perchè abbiamo poca fantasia o non conosciamo altre forme culinarie , ma semplicemente perchè le si può fare in tanti modi. Queste di oggi possono essere mignon da antipasto o in formato gigante come secondo piatto :O)
Alle 11.30 , Laura ve le proporrà in modo originale, con ingredienti genuini, che fanno bene, e che colpiscono anche l'occhio.
Non vi resta che preparare carta e penna, regolare l'audio delle vostre casse e restare sintonizzati su Radio Punto Zero per il nostro appetitoso appuntamento del venerdì con "Belle in Pentola".
Ciao Golosoni
Terry
lunedì 14 maggio 2012
Cartucce Napoletane
Oggi parliamo di un antico
dolcetto napoletano, un dolcino un po’ retrò: le Cartucce. Questi delicati
pasticcini a base di mandorle e burro un tempo non mancavano mai nel vassoio di
paste della domenica. Anzi la leggenda racconta che erano proprio le pastarelle
che scomparivano per prime dal vassoio, perché erano le preferite dai bimbi, lo
scartarle era un vero rito.
In alcune zone le cartucce sono
anche conosciute come il “dolcetto delle spose”. Infatti secondo un’antica
usanza napoletana, l’annuncio di matrimonio è seguito dal regalo del
“cartoccio” agli invitati. Il cartoccio è un bel vassoio composto di tanti
pasticcini secchi tra cui spiccano appunto le cartucce sia nella loro forma
classica, sia in quella di piccola tortina guarnita da una ciliegina candita.
Il difficile, almeno per me che
sto lontano da Napoli, è reperire gli stampini cilindrici e i foglietti di
carta per dare alle cartucce la loro caratteristica forma. In caso abbiate
difficoltà a reperire i giusti stampini potete comunque farle in piccoli pirottini
di carta come ho fatto io, la forma sarà ovviamente diversa ma il gusto
buonissimo. Io dico che sono come le ciliegie: una tira l’altra.
Cartucce Napoletane
Ingredienti x circa 50 cartucce
150 g farina 00
50 g fecola
200 g farina di mandorle
4 uova
200 g zucchero
180 g burro morbido (c’è anche chi consiglia la margarina)
20 g burro fuso
50 g fecola
200 g farina di mandorle
4 uova
200 g zucchero
180 g burro morbido (c’è anche chi consiglia la margarina)
20 g burro fuso
Una puntina di cucchiaino di ammoniaca per dolci
1 fialetta di essenza di mandorla amara
Un pizzico di sale
Inoltre
tasca da pasticceria con bocchetta liscia di 1 cm di diametro
stampini cilindrici
cartine apposite per le cartucce o in alternativa va bene anche la carta forno.
Preparazione
tasca da pasticceria con bocchetta liscia di 1 cm di diametro
stampini cilindrici
cartine apposite per le cartucce o in alternativa va bene anche la carta forno.
Preparazione
In una terrina montare il burro morbido con lo zucchero. In un’altra
terrina mescolare le uova con la farina di mandorle e l’aroma di mandorla amara.
Aggiungere il composto di uova e mandorle al composto di burro e zucchero.
Unire la farina e la fecola setacciate alternandole al burro fuso. Infine
aggiungere, una puntina di cucchiaino di ammoniaca e il pizzico di sale. L’impasto
dovrà essere bello sodo e omogeneo. Foderare gli stampini cilindrici con le
cartine delle cartucce e con l’aiuto di una tasca da pasticcere a bocchetta
liscia riempire i cannelli con l’impasto
senza superare il bordo metallico. Preriscaldare il forno a 160° e cuocere le
cartucce per circa 18/20 minuti.
In Abbinamento: andiamo in puglia con un Moscato di Trani Dolce
Naturale DOC. Un moscato che ben si
abbina ai dolci delicati a base di mandorle. Presenta un bellissimo colore
giallo dorato brillante consistente. Al naso è elegante, spicca subito il
caratteristico profumo dell’uva moscato, abbinato ad un sentore di frutta
candita, bouquet di fiori gialli, miele d’acacia e mandorle dolci. Al palato è caldo, vellutato, delicato,
di una dolcezza garbata e ben equilibrata da una giusta freschezza. Di buona
persistenza con ritorno della mandorla dolce.
Le ricette potete trovarle anche qui:
sul blog L'Antro dell'Alchimista
o sulla pagina di Facebook dell'Antro
o sulla nuova pagina di Facebook di Belle in Pentola
venerdì 11 maggio 2012
c'è chi le usa per fumare in un senso....
...e chi per dolcemente coccolarsi.
Dal sapor di mandorle...e dalla morbidezza di piume d'oca .
Cosa Sono????
Ve lo racconta Laura alle 11.30 in questo venerdì 11maggio, on Air il Caffè Rosa .
Strepitoso collegamento anche oggi...
Restate sintonizzati , colleganti...con noi di Radio Punto Zero
Buon weekend golosoni
Terry :O)
Dal sapor di mandorle...e dalla morbidezza di piume d'oca .
Cosa Sono????
Ve lo racconta Laura alle 11.30 in questo venerdì 11maggio, on Air il Caffè Rosa .
Strepitoso collegamento anche oggi...
Restate sintonizzati , colleganti...con noi di Radio Punto Zero
Buon weekend golosoni
Terry :O)
venerdì 4 maggio 2012
Risotto ai Carciofi e Robiola
Oggi per l'appuntamento con Belle in Pentola proponiamo un primo piatto di stagione ricco, cremoso e saporito: un risotto con carciofi e robiola. Durante l’epoca
romana e medievale il riso era utilizzato, con molta parsimonia, come preziosa spezia
proveniente dall’oriente per preparare infusi e decotti medicamentali. Per l’uso alimentare del riso, come lo intendiamo noi oggi, dobbiamo, invece, aspettare
il XIV secolo. In quegli anni gli Spagnoli e per la precisione gli Aragonesi
fecero conoscere, proprio a Napoli, l’utilizzo alimentare del riso e
insegnarono loro il modo di consumarlo come piatto unico. Però ben presto i
napoletani al riso si preferirono di gran lunga la pasta che si andava
affermando anch’essa proprio in quel periodo. Ecco perché il riso presto lasciò
Napoli ed emigrò al nord favorito anche dalla ricchezza d’acqua, che si sa, è
fondamentale per la sua ottimale coltivazione.
Risotto ai Carciofi e Robiola
Ingredienti per
4 persone
350 g di riso Carnaroli (GliAironi)
1 scalogno
250 g di spicchi di cuore di carciofi
50 g di robiola
Parmigiano
Olio extravergine d'oliva
Mezzo bicchiere di vino bianco secco
1 litro di brodo vegetale
Preparazione
350 g di riso Carnaroli (GliAironi)
1 scalogno
250 g di spicchi di cuore di carciofi
50 g di robiola
Parmigiano
Olio extravergine d'oliva
Mezzo bicchiere di vino bianco secco
1 litro di brodo vegetale
Preparazione
In
un tegame a bordi alti scaldare 2/3 cucchiaiate di olio, aggiungere lo scalogno
tagliata a velo, gli spicchi di carciofi e fare soffriggere sino a che la
cipolla non diventa trasparente. Unire il riso, tostare un paio di minuti e
sfumare con il vino bianco. Fare evaporare completamente il vino. Aggiungere 1
litro di brodo vegetale e fare cuocere per circa 16/18 minuti, rimestando di tanto
in tanto con un cucchiaio di legno. Spegnere il fuoco, regolare di sale e
mantecare con robiola e parmigiano.
In abbinamento: Il piatto di oggi, vuole
un vino bianco morbido e aromatico come può essere un Alto Adige Traminer
Aromatico Doc. Dal colore giallo paglierino con riflessi dorati, al naso si
percepisce la frutta a polpa gialla, fiori gialli, speziatura dolce e sentori
erbacei di timo. Al palato si presenta ben
strutturato, morbido, fresco, piacevolmente
equilibrato, con ritorno di speziatura dolce, frutta a polpa gialla e molto
chiaramente si percepisce la nota di timo.
Le ricette potete trovarle anche qui:
sul blog L'Antro dell'Alchimista
o sulla pagina di Facebook dell'Antro
Iscriviti a:
Post (Atom)



